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April 22 Alti e bassi, bassi e altiAlti, bassi, medi...
La situazione di ognuno di noi si misura in poche frasi, a volte scontate, che nascondono un significato recondito a volte difficile da capire.
Come stai? Bene... Tutto bene... Così così... Perfettamente !!!... Male.
Quante volte mi son chiesto (sicuramente anche il mio prossimo se lo chiede, ma parlo di me) quanta falsità c'è in frasi come questa.
Una falsita che deriva da una mancanza di fiducia congenita nella società odierna.
Beh, sto così così, ho un amico che sta male, papà che non sta bene, ma quando il mio amico o un meno amico mi chiede come sto, gli rispondo "BENE!!!".
Ma perchè?
Perchè nascondersi dietro ad un palo, così fine e leggero che non ti copre neanche metà di quello che sei?
Perchè pensare che il prossimo è un fesso, un allocco che beve qualsiasi pseudo-verità evidenziata da noi stessi?
Perchè... centomila perchè, ma poche risposte, pochissime, date da quelle persone che non si nascondono, che vanno avanti e, guardando negli occhi l'altra persona, dicono ciò che sentono.
Mi si rimprovera... son troppo diretto. I miei amici me l'han detto così tante volte che... alla fine... inizi a pensare che magari non hanno tutti i torti.
E ti nascondi. Ti nascondi perchè non vuoi, non vuoi proprio sentire le loro lamentele, i loro consigli tipici di chi non vede l'ora di sbolognarti per tornare a dedicarsi al suo computer o ai suoi affari personali.
Dai nemici mi guardo io, ma dagli amici... beh pensaci tu Iddio.
Una cosa simile ho scritto ieri sera su Msn, il nuovo Foro, il centro di raccolta di questa gioventu' che non esce più, che bianca pallida cadaverica si rinchiude dietro ad un monitor per paura, paura di affrontare una realtà senza quella maschera pirandelliana, protettiva fino all'estremo.
Dietro al monitor non c'è più bellezza fisica, esteriore, interiore, non c'è più niente, se non un uniformismo dilagante, che porta la gente ad idealizzare, ad evemerizzare il proprio "partner" di chat.
Ma, come al solito, si parte da un discorso e si arriva ad un altro discorso, completamente differente.
Non voglio dilungarmi sul mondo di internet oggi, e sulle catestrofiche distruzioni che ha effettuato nel cervello della generazione odierna.
Magari un'altra volta...
Quello che voglio dire, ora, per tornare al discorso sopra citato, ... come stai?
La fanno a me, ed io rispondo, vantandomene, sempre "BENE TUTTO PERFETTAMENTE", quando di perfetto c'è solo Dio, e di certo... non io.
Sono lontano dal perfettibile, più lontano di chi sta leggendo, o di chi non ha mai letto niente di questi miei piccoli interventi personali.
Sono lontano, dicevo... tanto lontano MA
MA...
ma cosa?
beh... sono lontano, ma non posso dire che sto male, che è andato male questo o quest'altro... perchè la società di oggi, comandata da lupi affamati e gongolanti alla visione di una preda, non intende fare di questa preda un cacciatore. Non intende, non vuole sentire i pianti di questa preda,
Così come, purtroppo, mi capita di pensare che non voglio stancare il mio vicino, il mio amico con i problemi che ho. Non voglio dirgli che X sta male, che Y pure, che ho problemi riguardo Z, e altro...
Non voglio perchè ho paura di stancarlo, ho paura che non possa interessargli, che magari risponda al mio sfogo con qualche parola messa lì, atta a significare lo scarso (anzi nullo) interesse per ciò che dico..... e via la falsità, e via quel "TUTTO BENE grazie" che porta a mettere un altro mattone in questa società sballata, dove si ha paura di dire la verità, e si pensa che sia meglio mentire. Forse, più di sgolarsi per rimproverare un figlio, un amico, una persona che ha fatto qualcosa di sbagliato, potemmo fermarci e riflettere se mai nella vita abbiamo da farci perdonare qualcosa, se siamo stati sinceri con l'amico che abbiamo davanti, se l'abbiamo davvero considerato tale, e non l'abbiamo "usato"
solo quando ne avevo bisogno.
Forse, e dico forse, potremmo riflettere se quelli da rimproverare non siamo noi, invece che lui.
Poche parole, senza senso per alcuni, per far capire cosa? Non so. Non sono un maestro.
Io ho scritto ciò che mi veniva in mente, senza pensare... ma agendo, perchè voglio andare avanti. Basta fidarsi l'un l'altro... per rendere una giornata più serena, e una vita splendida, da vivere insieme...
Marco
February 11 L'amicizia...Quante frasi sono state usate per descrivere l'amicizia.
Son stati riempiti libri d'inchiostro, creati poesie, opere, per spiegare un sentimento così evidente come sconosciuto.
Avrei tante cose da dire al riguardo,
Ma non riesco a trovar le parole giuste.
Vorrei far capire al mio gruppo di amici quanto è importante essere uno accanto all'altro, quanto è importante capirsi e volersi bene, e soprattutto vorrei far capire loro che l'uomo è nato per socializzare, per vivere in un "gruppo", in una "comunità". Rari sono i casi degli eremiti, degli anacoreti, ma anche quelli son casi particolari, di persone che han deciso di voler rimanere in comunità con quella spiritualità che sentono dentro di loro.
Ma qui parliamo di gente comune come noi, che ha bisogno l'uno dell'altro.
Ho sentito in questo periodo di tempo amici giudicare altri amici, uno stare contro un altro, litigare, dirsi cose che sicuramente a mente fredda non penserebbero.
Ho percepito un qualcosa spezzarsi, e ho paura di non essermi sbagliato.
Adesso ciò che si è spezzato sembra essersi rinsaldato, ma più che un intervento resistente, sembra una pezza messa lì per evitare la rottura.
Ancora in questi giorni sento amici che non vogliono parlare con amici, persone che non resistono nel giudicare, senza fare lo sforzo di pensare, di giudicare prima se stessi.
Sento chi si riempie la bocca di amicizia, e per questo trae giudizi. Chi rimane deluso, e chi delude. E, ovviamente il contrario, se ci si mette a sentire la storia a parti inverse.
E' possibile che nessuno si renda conto di quanto è importante un amico?
E' possibile che nessuno si renda conto che se uno fa un passo avanti, bisogna allungare la mano e accogliere chi ha provato a riavvicinarsi, invece di chiedere altri passi avanti?
E, inoltre, è possibile che non si capisca che a volte, se un amico non riesce ad allungare la mano, bisogna far un altro passo?
Sembrano frasi senza senso, stupide affermazioni che si contraddicono.
Ma non è così. Almeno non nella mia testa.
In un rapporto d'amicizia non si vede chi ha fatto un passo avanti, non è un "do ut des". E' diverso. E' speciale.
Si perdona. Si capisce. Gli amici son come fratelli e sorelle, come parenti stretti con i quali ci si incavola, ma dove basta una parola ed un sorriso torna ad increspare il viso dell'offeso.
L'amicizia è un rapporto stretto. Dove si litiga, ci si arrabbia, ma dove si cerca di capire.
Vorrei che i miei amici leggessero tutto questo mio sfogo e si fermassero a riflettere. Io non sono meglio di loro... ma sentire un rapporto che si deteriora fa male.
A voi, e a me.
Marco February 06 Rifletto... penso e vado avantiSarà forse la voglia, il desiderio di non vedere più l'ultimo scritto,
sarà forse desiderio di novità, di scrivere, di parlare con un monitor, questo caro amico che ti ascolta e ti legge.
Con un computer la gente si apre, gente che non riesce a guardare in faccia il prossimo e, coperti da uno schermo, può esprimere i propri sentimenti ad una donna amata, o sfogarsi con un amico, come non saprebbe mai fare a quattr'occhi. La donna amata, che sposerò tra pochi mesi, sa già i miei sentimenti; i miei amici mi conoscono, anche se non mi confido totalmente con loro.
Non è per cattiveria, o per sfiducia, ma forse soltanto perchè ognuno ha bisogno dei propri pensieri, personali, riservati.
Ognuno di noi ha bisogno di interrogarsi e di giudicarsi, per poter apprezzare le buone scelte e correggere i propri sbagli.
A volte mi vien da pensare che dovrei scrivere di più qui dentro, luogo ideale dove posso lasciar la mia mente aperta e libera di vagare.
Mi siedo davanti la tastiera, metto le mani sui tasti e lascio fare all'istinto. Scrivo, poco... tanto... il giusto, direi. Scrivo e non rileggo.
Perchè scrivere con il cuore, scrivere istintivamente è più vero, annulla le proprie difese inibitorie, i moralismi, falsi e ingiusti, e lascia ognuno di noi nudo davanti al mondo.
Scrivo. Non per aspettarmi un commento di approvazione, o una feroce critica.
Scrivo. Per me. Per una mia memoria storica, perchè in futuro io possa leggere cosa ho scritto oggi, ricordarmi i momenti, le sensazioni, e rivivere un'istantanea della mia vita.
L'uomo è l'unico essere che ha ricordo del proprio passato.
E' sera, anzi è quasi notte, e domani ho la sveglia presto.
A volte mi vien da pensare alla nostra vita. Chiusi ad usare la parte migliore di noi in una routine che ci sfinisce, perchè lunga, noiosa e mortale.
Sveglia, lavoro, pranzo, lavoro, cena, notte.
Pensare che per 40 anni non facciamo altro che questo ti distrugge.
Ti distrugge, ma ti fa rinascere, perchè ti fa apprezzare l'importanza della vita, che è legata alla sua durata.
Senti i pensionati. Sessantacinque anni, settant'anni e, arrivati alla fine del lungo periodo lavorativo che tante volte avranno criticato, si fermano, si guardano intorno e pensano: "ed ora che faccio??".
Ora che fai?
Ora vivi ancora di più di quanto potevi vivere prima.
Vivi, fai ciò che avresti voluto fare e non hai potuto.
Studia, esci, viaggia.
Torna bambino. "... se non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli " (Mt 18,3)
Torna bambino, dicevo. Perchè solo loro hanno capito cosa vuol dire vivere.
Torna bambino, e sogna.
Vorrei che il mondo imparasse a sognare.
Vorrei che il mondo capisse l'importanza di chiudere gli occhi e viaggiare in un mondo dove i tuoi desideri si realizzano, dove ciò che vorresti è lì, per te, pronto, in attesa del tuo arrivo.
Ed è nei sgni che l'uomo capisce che, se uno vuole e lo desidera, tutto diventa possibile.
Scrivo d'istinto, e non rileggo.
Chiudo d'improvviso e non finisco.
Un abbraccio.
Marco January 15 Le scelte della vita...Le scelte della vita. Si dice che quando realmente si desidera una cosa, tutto si mette in moto affinchè tu possa realizzare il tuo desiderio. Magari è una delle tante cavolate che si sentono in giro, tutto può essere... Fatto sta che verso ottobre 2006 mi collego, più per curiosità che altro, al sito dell'uniroma1 e noto un corso di laurea intrigante... Scienze Storiche. Son passati 3 mesi da quel giorno, e la mia indole folle, che mi fa compiere imprese al limite della disperazione umana, mi ha portato a reiscrivermi alla Sapienza di Roma, esattamente al Cdl in Scienze Storiche :) Al momento sto preparando l'esame di Storia delle Religioni. Un appunto... anche se devo per forza di cose minimizzarlo. La suddivisione in crediti formativi è davvero ridicola. Per suddividerlo, non hanno assolutamente tenuto conto della difficoltà e complessità della materia. Ma vabbè... io lo faccio per passione e tutto quello che imparerò sarà solo un guadagno. Boh ho sonno, vah! Continuo un'altra volta. Abituatevi... quando scrivo, succede sempre così :) Tanto questo sito tutto è tranne che interessante, quindi andate a vedere i si degoi |
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